Metodo e fonti

Come calcoliamo il valore di una PMI

Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2026

Il calcolatore usa il metodo dei multipli di mercato, il più diffuso nelle compravendite di piccole e medie imprese: si moltiplica il margine operativo lordo (EBITDA) per un coefficiente che riflette quanto il mercato paga, nel settore, per ogni euro di margine. È una stima indicativa: serve a capire l'ordine di grandezza e cosa lo sposta, non a fissare un prezzo.

1. Il punto di partenza: l'EBITDA normalizzato

Partiamo dall'EBITDA dell'ultimo bilancio e gli sommiamo i costi che un acquirente non sosterrebbe: spese personali del titolare, compensi a familiari che non lavorano in azienda, consulenze straordinarie. È una versione semplificata della normalizzazione che fa chi compra in due diligence: un acquirente considera anche il costo di un manager che sostituisca il titolare, se oggi il titolare non è pagato a valore di mercato.

Se carichi il bilancio

Il file viene letto nel tuo browser e non lo riceviamo. Dal bilancio d'esercizio (schemi degli articoli 2424 e 2425 del codice civile, PDF o XBRL) prendiamo: i ricavi delle vendite e delle prestazioni (A1); l'EBITDA, calcolato come differenza tra valore e costi della produzione (A − B) più ammortamenti e svalutazioni (B10) e accantonamenti (B12 e B13); i debiti finanziari, cioè debiti verso banche, verso altri finanziatori e obbligazioni; le disponibilità liquide; il fondo TFR. I finanziamenti dei soci li segnaliamo a parte. Nel bilancio abbreviato i debiti verso banche spesso non sono indicati separatamente: in quel caso ti chiediamo di inserirli. Tutti i valori restano modificabili prima del calcolo. Se nell'anno ci sono componenti straordinarie, come plusvalenze, contributi o sopravvenienze (voci A5 e B14), conviene correggere l'EBITDA: le trovi in nota integrativa.

2. I multipli EBITDA per settore

Per ogni settore usiamo un intervallo di multipli EV/EBITDA riferito a PMI italiane non quotate con EBITDA tra circa 250 mila e 1 milione di euro. I valori incorporano già lo sconto di illiquidità: sono molto più bassi dei multipli delle società quotate o delle grandi operazioni di private equity.

Multipli EV/EBITDA per settore, PMI italiane non quotate (aggiornamento: ottobre 2026)
SettoreBassoCentraleAlto
Impianti termoidraulici, manutenzione caldaie e clima*3,5×4,5×6,0×
Serramenti (produzione e posa)*3,0×4,0×5,0×
Laboratori odontotecnici*3,0×4,0×5,0×
Ascensori (installazione e manutenzione)*4,0×5,0×6,5×
Subfornitura e lavorazioni meccaniche3,5×4,5×5,5×
Manifattura (altri settori industriali)4,0×5,0×6,5×
Commercio all'ingrosso e distribuzione3,5×4,5×6,0×
Commercio al dettaglio2,5×3,5×4,5×
Servizi alle imprese4,0×5,0×6,5×
IT, software e servizi digitali4,5×6,0×8,5×
Edilizia e costruzioni2,5×3,5×4,5×
Trasporti e logistica3,0×4,0×5,5×
Alimentare (produzione)4,0×5,0×7,0×
Sanità privata e servizi sanitari4,5×6,0×7,5×
Turismo, ristorazione e ospitalità3,0×4,0×5,5×
Agricoltura e agroalimentare*3,5×4,5×6,0×

* Settori senza un multiplo italiano specifico pubblicato: l'intervallo è ricondotto al settore più vicino (artigianato e servizi con manutenzione, manifattura artigiana, servizi tecnici B2B, alimentare industriale), come indicato nelle fonti. Per questi settori la stima resta un ordine di grandezza da verificare con una valutazione completa.

3. Le correzioni per i fattori che contano

Il multiplo centrale si sposta in base alle risposte, in punti di multiplo. La somma delle correzioni è limitata a ±30% del valore centrale del settore.

Correzioni del multiplo centrale, in punti di multiplo
FattoreRispostaCorrezione
Andamento dei ricavi (3 anni)Forte crescita (oltre +10% l'anno)+0,75
Crescita moderata+0,30
Stabili0
In calo−0,75
Dipendenza dal titolareBassa (responsabili con deleghe)+0,50
Media0
Alta−1,00
Peso del primo clienteMeno del 10%+0,30
Tra 10% e 20%0
Tra 20% e 40%−0,50
Oltre il 40%−1,25
Ricavi ricorrentiOltre il 60%+0,75
Tra 30% e 60%0
Meno del 30% (0 in dettaglio, edilizia e turismo, dove è la norma)−0,25
Affidabilità dei contiSì, completamente0
In parte−0,25
No−0,50

I valori sono scelti all'interno degli intervalli indicati dalle fonti; i livelli intermedi e la correzione per l'affidabilità dei conti sono una nostra valutazione professionale, non un dato statistico.

4. La dimensione

A parità di settore, le aziende più grandi valgono un multiplo più alto. Applichiamo un correttivo sull'EBITDA normalizzato: ×0,80 fino a 150 mila euro, ×1,00 tra 350 e 900 mila, ×1,10 da 1,1 milioni. Tra queste soglie il correttivo cresce in modo graduale, così che pochi euro di EBITDA in più o in meno non producano salti nella stima. Oltre i 2 milioni di EBITDA l'azienda esce dal perimetro per cui il calcolatore è tarato e lo segnaliamo.

5. Dal valore d'impresa al valore delle quote

Il multiplo dà il valore d'impresa (enterprise value), cioè il valore dell'attività operativa. Il valore delle quote si ottiene sottraendo i debiti finanziari e il fondo TFR e sommando la liquidità. È la cifra che, in linea di massima, incassa chi vende il 100% delle quote.

6. L'intervallo

Mostriamo un intervallo di ±0,75 volte l'EBITDA attorno al multiplo finale. Il valore d'impresa è arrotondato a 10.000 euro; il valore delle quote ne deriva sottraendo debiti e TFR esattamente come li hai inseriti, così che i conti tornino al centesimo. Due aziende con gli stessi numeri possono spuntare prezzi diversi per motivi che un calcolatore non vede: la qualità dei clienti, gli immobili, il contesto della trattativa.

7. L'IPG™ rapido

Alla fine della stima calcoliamo un IPG™ rapido: la versione, basata sulle tue risposte, dell'Indice di Passaggio Generazionale, che misura da 0 a 100 quanto è vicino il momento in cui la proprietà o la guida dell'azienda cambieranno. Usa le stesse sette dimensioni dell'IPG™ completo, con gli stessi pesi:

Se dichiari di voler passare la mano entro 12 mesi, l'indice non scende sotto 80; tra uno e tre anni, non scende sotto 65. Le fasce sono quelle dell'IPG™ completo: 0–39 lontano, 40–64 da seguire, 65–79 in avvicinamento, 80–100 vicino. L'IPG™ completo, che calcoliamo sui dati del Registro imprese e dei bilanci depositati, considera anche il territorio e segnali che un questionario non vede.

Dipendenza dal titolare, clienti, ricavi ricorrenti e conti pesano anche sul prezzo: per questo compaiono nella tabella del multiplo, con la correzione che applicano.

Perché i multipli delle PMI sono più bassi di quelli sui giornali

Sul mid-market europeo, cioè imprese con un valore tra 15 e 500 milioni, l'Argos Index segna 8,8× l'EBITDA nel secondo trimestre 2026. Le operazioni di private equity in Italia nel 2025 hanno avuto un multiplo medio di 11,6× secondo l'Osservatorio PEM. Le piccole imprese non quotate passano di mano a multipli molto più bassi, in genere tra 3 e 6 volte, perché sono più piccole, meno liquide e più dipendenti dalle persone.

I nostri valori centrali vanno da 3,5× a 6×: sono prudenti perché si riferiscono a piccole imprese, comprese quelle artigianali, dove i multipli sono più bassi. Per questo mostriamo sempre anche il valore alto dell'intervallo.

Limiti

Fonti

Calcola il valore della tua azienda